Da Umberto Boccioni a Mimmo Rotella – IL NOVECENTO ARTISTICO E LA CALABRIA NELLA COLLEZIONE DEL«MAON»

Da Umberto Boccioni a Mimmo Rotella
IL NOVECENTO ARTISTICO E LA CALABRIA NELLA COLLEZIONE DEL «MAON»

dalla nostra redazione
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Evento eccezionale al MAON (Museo d’arte dell’Otto e Novecento) di Rende/Cs nell’ambito delle manifestazioni programmate per i VENTI ANNI del museo e del collegato Centro «A. Capizzano» (1997-2017): il 27 luglio scorso è stato presentato al pubblico in PRIMA ASSOLUTA il dipinto inedito di Umberto Boccioni Due alberi in riva al mare, 1908, olio su tela, cm 54,5×65, proveniente da un’importante collezione privata romana.
L’opera è stata illustrata da Alberto Dambruoso, che ha curato assieme allo storico dell’arte Maurizio Calvesi il Catalogo generale del fondatore del Futurismo (Ed. Allemandi, 2016), e da Tonino Sicoli, direttore del MAON nonché autore di diverse mostre e pubblicazioni su Boccioni.

Il MAON a Palazzo Vitari di Rende (CS)


Nel corso della serata è stato presentato anche l’importante volume, che raccoglie tutta l’opera dell’artista. È stato proiettato, inoltre, il documentario Il ritorno di Boccioni a Reggio, prodotto dalla RAI e curato da Marcello W. Bruno e Tonino Sicoli, con un’intervista a Maurizio Calvesi, girato in occasione della mostra su Boccioni prefuturista tenutasi al Museo Nazionale di Reggio Calabria nel 1984. Nel filmato è ricostruita una «intervista impossibile», fatta con frasi reali tratte dagli scritti di Boccioni, che è interpretato dall’attore Francesco Gigliotti.
La serata ha confermato il ruolo privilegiato che il MAON ha avuto in tutti questi anni nell’occuparsi ripetutamente di Umberto Boccioni, ospitando ben due sue mostre importanti: una curata da Enrico Crispolti e Tonino Sicoli nel 2008, con 85 fra disegni, tempere, acquerelli e incisioni provenienti dalla Collezione americana Winston Malbin, esposti a Palazzo Vitari per oltre sei mesi, su concessione in comodato d’uso della Sopraintendenza al PSAE della Calabria, prima che terminassero i lavori di restauro della Galleria Nazionale di Palazzo Arnone, dove sono tutt’ora conservati; l’altra nel 2009, unica mostra in omaggio a Boccioni fatta nel Centenario del Futurismo, curata da Bruno Corà, Cristina Sonderegger e Tonino Sicoli, con un testo di Maurizio Calvesi, in collaborazione con il Museo d’Arte di Lugano e la Galleria Nazionale di Cosenza. Inoltre, il MAON ha ospitato in occasione di diverse mostre sul Futurismo altre opere di Boccioni, realizzando anche un dvd sul grande artista.

Umberto Boccioni, Due alberi in riva al mare, 1908 – Olio su tela, cm 54,5 x 64,5


Due alberi in riva al mare: «L’opera è collocabile al 1908, periodo in cui Boccioni era principalmente intento a  rappresentare le campagne nei dintorni di Milano, città nella quale si era trasferito alla fine del 1907. Vicino stilisticamente al dipinto Treno che passa per l’andamento delle pennellate distribuite a tocchi veloci e obliqui, e per la tavolozza chiara, il nuovo paesaggio rappresentata con esso alcune affinità anche di soggetto: in entrambi i dipinti si scorge la presenza dell’acqua sullo sfondo. Se l’intento è più realistico in Treno che passa, in cui il mare è punteggiato da barche a vela, in questo inedito paesaggio il mare è evocato da una banda azzurra, più scura del colore del cielo, che si staglia luongo la linea dell’orizzonte. Il dipinto intrattiene inoltre delle affinità con l’opera Il ponticello, in particolare per il trattamento della fronda dell’albero, molto simile a quelle che troviamo in questo inedito olio su tela» (Alberto Dambruoso, Cat. Gen. n. 1146, pag. 546 ).
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La pittura sottile, rapida e filamentosa si collega a diverse opere prefuturiste della collezione Chiattone di Lugano, tutte opere eseguite attorno al 1908: Il treno che passa, Filari di alberi, Alberi, Casolare, Contadine al lavoro, Paesaggio lombardo. Anche la stesura gialla densa e corposa, trova strette corrispondenze con la Campagna, attribuita come data al 1903, ma più probabilmente del 1908, per una incerta lettura dell’ultima cifra apposta sotto la firma e dopo la scritta Gennaio Padova (cfr. Cat. Gen, n. 51, pag 235 ).
Anche la composizione del paesaggio con il taglio dell’orizzonte a metà, una fascia intermedia fra cielo e terra, gli alberi lievemente obliqui o con l’ampia chioma sagomata rimanda ad opere come
Il Ponticello, Autunno nei dintorni di Milano e soprattutto Campagna con gelsi (cfr. Cat. Gen. n. 47, pag 234 ) ad alcuni disegni come Studio di alberi e urna (cfr. Cat. Gen. n. 133, pag 253 ) e Studio di albero con urne (cfr. Cat. Gen. n. 134, pag 253 ).

Alberto Dambruoso, Marcello W. Bruno e Tonino Sicoli davanti al Boccioni inedito (27 luglio 2017)


La campagna è stata al centro dell’attenzione di Boccioni durante il suo periodo milanese, a partire dal 1907, anche se il passaggio e la natura avevano già occupato un posto di rilievo nella sua pittura prefuturista. Prima che le immagini della città e del paesaggio urbano lo portassero a visioni dinamiche e di spazi interni-esterni simultanei, scomposti, frantumati da linee-forza, con gente in azione, Boccioni s’incanta dinnanzi ai campi e alle vedute rurali, ai prati erbosi e grumosi, rigati da strisce d’acqua e di terra, con filari alberati o singoli grandi gelsi, covoni di grano, sterpi inariditi e affastellati in intrecci paglierino. Due alberi (gelsi?) e una lingua bluastra, acquitrinosa, che scorre dietro con davanti alcuni cumuli di fieno e forse una figura che si confonde col tronco d’albero a sinistra. Infatti, a guardarlo da lontano, sembra vedere una figura di spalle, sovrapposta al fusto, ma in qualche modo distinguibile. Una riga di mare o un nastro fluviale o lacustre? Forse il secondo, che si addice meglio al contesto dei gelsi e dei covoni, ma anche al periodo in cui è stato fatto il dipinto ovvero durante il soggiorno lombardo visto l’evidente collegamento con le opere della collezione Chiattone. O si tratta di una sintesi immaginaria» (Tonino Sicoli).
L’opera, esposta per la prima volta, è una scoperta di Sicoli e Dambruoso, sottoposta anche a indagini diagnostiche fatta da esperto, che hanno confermato, mediante la tecnica della fluorescenza dei raggi X l’assenza di colori introdotti nel XX secolo. Anche l’analisi della firma a luce radente e ultravioletta dimostra che essa è coeva e che stata apposta su una pellicola pittorica già asciutta. L’osservazione agli infrarossi rivela la mancanza di disegno preparatorio, avvalorando una esecuzione diretta e spontanea, tipica di Boccioni.
Il dipinto di Boccioni è stato esposto temporaneamente fino al 12 agosto. Sarà riproposto nella mostra, “MAON ART COLLECTION”, che dai primi di ottobre esporrà per due mesi una selezione di opere del Novecento calabrese custodite al MAON, e che verrà successivamente trasferita in un importante Museo di Milano. La mostra avrà come co-curatore Bruno Corà.

Visitatori al MAON, estate 2017


Intanto, dal 20 luglio e fino al 16 settembre, sono in corso tre eventi: “NEW ENTRY / Acquisizioni recenti”, mostra a cura di Tonino Sicoli e Gregorio Raspa; “MANIFESTARSI / Attività e comunicazione di un museo”, mostra a cura di Tonino Sicoli e Silvia Pujia; “MAONSTORY / Slideshow” a cura di Carmelina Cosenza e Roberto Principe (Strategieculturali).
La prima mostra presenta una trentina di nuove acquisizioni di opere, che vanno ad ampliare la già consistente raccolta di Arte in Calabria, che rende il MAON unico nel suo genere.
La seconda è, invece, una mostra dei manifesti di questi vent’anni di attività, documentaria di mostre ed eventi importanti, che hanno accreditato il museo nella comunità artistica, come “Omaggio a Umberto Boccioni”, “Around Rotella”, “Alberto Burri e i poeti”, “Nadar/Il teatro della fotografia”, “In ricordo di Jannis Kounellis”: tutte mostre dal taglio storico-critico di ampia portata, doppiamente qualificante in quanto proposte da un’istituzione museale del Sud Italia.
Terza iniziativa è uno slideshow, che presenta in un video le immagini fotografiche dell’attività di questi venti anni, dagli allestimenti nelle sale, alle serate inaugurali, ai visitatori di ogni tipo e ai personaggi della cultura, che hanno frequentato il MAON.

Visitatori al MAON (14 agosto)


Esso è nato su iniziativa del Centro per l’arte e la cultura “A. Capizzano” di Rende nel 1997. Dopo sette anni di una intensa attività di mostre il Centro si è dotato di raccolte stabili e ha istituito nel 2004 il Museo, che nasce da un progetto del critico d’arte Tonino Sicoli.
Si tratta dell’unico museo dell’arte moderna e contemporanea in Calabria, che raccoglie e documenta l’arte legata a questa regione, per nascita degli artisti o per la loro frequentazione, per rapporti duraturi o per quelli occasionali ma importanti, soprattutto per la contestualizzazione all’interno della cultura sovra-locale coeva. Esso, inoltre, è una delle poche istituzioni culturali meridionali dedicate all’arte moderna e contemporanea, ed
ha il riconoscimento, fra i Luoghi del Contemporaneo, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Nicola Cisternino e Tonino Sicoli davanti all’opera di Boccioni

Ringraziamenti

Finnegans ringrazia il MAON, in particolare il direttore Tonino Sicoli, per la gentile collaborazione e disponibilità, con l’augurio di nuove e future collaborazioni

Foto di copertina: panorama di Rende (Cosenza)

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