GIULIO REGENI… un assordante silenzio

Giulio Regeni… un assordante silenzio
di Diego Lorenzi e Giuseppe Stefanel

Giulio Regeni aveva 28 anni, stava svolgendo un dottorando all’Università di Cambridge. E dal settembre del 2015 si trovava in Egitto per svolgere una ricerca sui «sindacati indipendenti egiziani» presso l’Università Americana al Cairo. La sera del 25 gennaio 2016 è uscito di casa per raggiungere alcuni amici a una cena di compleanno, alla quale non è mai arrivato.
Di lui non si saprà più nulla fino al 3 febbraio, quando il suo corpo verrà ritrovato seminudo e con evidenti segni di tortura in un fosso lungo l’autostrada che collega la capitale egiziana con Alessandria d’Egitto.

La morte del giovane venne subito liquidata come un semplice incidente stradale. Ma da questo momento la storia di Giulio entra in un cono d’ombra. Le illazioni e soprattutto i tentativi di depistaggio si sprecano: «si è ucciso per motivi passionali», «per questioni legate ai traffici di droga», «è stato rapito per estorsione», ecc. Per scoprire poi che, dopo le prime pressioni italiane e internazionali, il caso era stato risolto (sic) e dell’accaduto era stata fornita questa incredibile versione: Giulio era stato derubato da cinque rapinatori, uccisi in seguito dalla polizia. Una vera e propria messa in scena per mascherare quella che si scoprì poi essere la verità: che i servizi segreti egiziani erano coinvolti direttamente nell’omicidio e nella sparizione del corpo.

Giulio a Cambridge (Inghilterra)

Si accerterà infatti che Giulio già da alcune settimane era stato segnalato ai servizi segreti da tale Mohamed Abdallah, capo di uno dei sindacati degli ambulanti da lui contattato per le ricerche universitarie e «venduto» addirittura come una «spia» da una sua (cara) amica, Noura Wahby, egiziana e compagna di studi a Cambridge, i cui tabulati telefonici hanno confermato agli investigatori italiani il collegamento diretto tra lei e un ufficiale dei servizi, anche se la ragazza poi smentirà il suo coinvolgimento nel terribile episodio.

Quindi, è del tutto evidente la complicità delle autorità egiziane nell’uccisione del ricercatore italiano, comprovata dai numerosissimi ed imbarazzanti tentativi di depistaggio e dalla reticenza con cui sono sempre state fornite notizie e informazioni utili alle indagini. Ed è inspiegabile come, a distanza di quasi due anni, non si sia ancora riusciti a venire a capo di questa inquietante vicenda umana e politica, nonostante le numerosissime manifestazioni di protesta e di solidarietà da parte di associazioni e organizzazioni umanitarie, a cominciare da Amnesty International – sempre in prima fila nel difendere i diritti e sostenere le battaglie contro i soprusi e le ingiustizie – per finire con gli amici di Fiumicello, il paese dov’è nato, le comunità locali e soprattutto la famiglia e i suoi amici più intimi.


Finnegans, la rivista culturale che ospita questa testimonianza, si batte da anni per la promozione di ideali, valori e princìpi intrecciati ad un ethos civile e intellettuale di riconosciuta autenticità, che arricchisce ed innalza il nostro orizzonte interiore. Ed è per difendere questi nostri princìpi e per rivendicare il diritto alla verità, alla giustizia e all’onestà politica e intellettuale, che vogliamo offrire il nostro piccolo omaggio a Giulio, come assoluto debito di riconoscenza, promessa e principio per future condivisioni. (dL)

Centinaia di fiaccole a Fiumicello (Udine), paese natale di Giulio

 

RIFRAZIONI DI UN CORPO ASSENTE

Da Cristina Micelli, in «A chi scorre»     

Tutto il mondo avrebbe visto il tuo volto
nella foto col gattino, che tu
credevi al sicuro, fuori da ogni rischio.

È una primavera in ritardo
per le strade del Cairo
e tu entri nelle nostre case
fiutando, come cercando
lo squarcio perduto del vero. 
   

       Fai male e fai luce.                                     

                                             a Giulio di Fiumicello

 Nota

Cristina Micelli (1965, Udine) considera la poesia una forma di resistenza umana. Partecipa a Festival e Reading con selettive raccolte poetiche. Per «A chi scorre» (Ed. qudulibri, 2017) ha ottenuto una menzione al Premio Inedito Colline di Torino, 2016

                                               

                                               V O C I                                     

ma chi ghe àeo dit de ‘ndar là… !

Intercalo ringhiato tra convivi di cene e porticati da struscio.
In mezzo, un cupo silenzio cicla la volta che scorre
… tra Nilo e Tamigi…

Riflesso su austere mura o miti finestre,
ambula muto il crimine
nel pinto stendardo del
«giallo»…

ma éa ancora là quéa strìsa… ?

 

                                              Sezione «habeas corpus»

                                              giuseppe stefanel

Treviso, dicembre 2017

 

© finnegans. Tutti i diritti riservati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *