In memoria di Emanuele Severino, di Massimo Donà

         

          Non era un semplice professore di filosofia. O almeno, non lo è stato per me. Ho avuto la fortuna di incrociarlo, nel mio percorso di vita a Venezia, nella seconda metà degli anni Settanta. È stato e continuerà a essere la prova del fatto che, là dove il discorso si impone, e non ti lascia vie di scampo – là dove a disegnarsi sia cioè la verità, ossia qualcosa che non si lascia confutare, ma nello stesso tempo ti persuade senza farti sentire ‘incatenato’, ossia conducendoti per mano verso la luce di una Gloria “liberatrice” (che, lungi dal renderti schiavo, mostra la tua originaria ‘regalità’) –, ecco, là dove accade tutto questo, non è un semplice essere umano a parlare o a scrivere; ma il Destino in quanto tale a lasciarsi disegnare. Di tutto questa è stata la prova Emanuele Severino, un filosofo che ha cominciato la sua carriera nelle aule dell’Università Cattolica, per proseguirla poi a Venezia e concluderla in quelle dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano; dove ha lasciato il segno, più o meno dai settanta ai novanta anni, su ancora tante altre generazioni di giovani studenti. Quando lo sentivi parlare non avevi l’impressione di aver a che fare con un uomo coltissimo e intelligentissimo; ma molto di più. A disegnarsi, davanti ai tuoi occhi e alle tue orecchie, era infatti il ‘logos’ in quanto tale; qualcosa di non riducibile all’opinione (per quanto ben fondata) di un filosofo.

Emanuele Severino, a sinistra, con Massimo Donà e Antonio Gnoli, ospiti della manifestazione “Il Vento del Cinema” diretta da Enrico Ghezzi (Procida, 2005)

                   Severino ha deciso della mia vita; me ne sono reso conto quando, dopo averlo ascoltato per la prima volta nell’aula A di San Sebastiano a Venezia, ho capito che quello sarebbe stato il mio destino. Che non mi ci sarei potuto sottrarre. Credo di poter immaginare, dunque – e solo perché ho avuto la fortuna di essere allievo di Emanuele Severino –, cosa potesse voler dire aver avuto la fortuna di seguire le lezioni di Kant, di Hegel o di Heidegger. Severino è uno dei pochissimi che secondo me rimarrà nella memoria dei secoli a venire, come un vero e proprio “gigante” del pensiero. Non ci ha mai raccontato la ‘storia della filosofia’; ma, piuttosto, ci ha insegnato a pensare. Insegnava a porsi le domande che contano; ed a farsi inquietare dalla potenza di una verità nei cui confronti non possiamo che renderci testimoni, cercando di seguirne diligentemente il ‘dettato’. Ma, se la sua parola si annunciava e voleva essere fedele alla ‘verità’, è bene ricordare che, per lui, farsi testimoni della verità significava porsi in ascolto di qualcosa che ben poco avrebbe avuto a che fare con ciò che per la tradizione occidentale aveva sempre significato una tale parola. Per lui, infatti, testimoniare la verità, ossia il Destino, significava riconoscere la regalità di ogni manifestazione dell’essente, e non – come si è sempre creduto, lungo la storia dell’Occidente – solo di una parte dell’essente (chiamata di volta in volta, ‘idea’, ‘essenza’, Dio, legge scientifica etc. etc.). Perciò ci ha insegnato a considerare divina ogni esistenza. E ad averne un sacro rispetto.

Massimo Donà (docente ordinario di filosofia teoretica presso la facoltà
di filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele).

 

Massimo Donàfilosofo e musicista jazz, è nato a Venezia il 29 ottobre 1957. Si è laureato a Venezia con Emanuele Severino nel 1981. Ora è docente ordinario di Filosofia Teoretica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, dove insegna ONTOLOGIA DELL’ARTE e METAFISICA. Tra le sue ultime pubblicazioni, ricordiamo FILOSOFIA DELL’ERRORE. Le forme dell’inciampo (Bompiani 2012), EROTICAmentePer una filosofia della sessualità (il prato 2013), MISTERIO GRANDE. Filosofia di Giacomo Leopardi (Bompiani, 2013), PAROLE SONANTI. Filosofia e forme dell’immaginazione (Morettti & Vitali, 2014), TEOMORFICA. Sistema di estetica (Bompiani, 2015), SENSO E ORIGINE DELLA DOMANDA FILOSOFICA (Mimesis, 2015), SUPREMAZIA DEL BENE. Dalla fiducia alla fede, tra misura e dismisura (Orthotes, 2015) e LA FILOSOFIA DI MILES DAVIS (Mimesis, 2015), DIRE L’ANIMA. SULLA NATURA DELLA CONOSCENZA (Rosenberg & Sellier, Torino 2016), TUTTO PER NULLA. LA FILOSOFIA DI WILLIAM SHAKESPEARE (Bompiani, 2016), PENSIERI BACCHICI. VINO TRA FILOSOFIA, LETTERATURA, ARTE E POLITICA (Saletta dell’Uva, 2016), IN PRINCIPIO. “PHILOSOPHIA SIVE THEOLOGIA”: MEDITAZIONI TEOLOGICHE E TRINITARIE (Mimesis 2017).
Da poco è uscito in Francia: Habiter le seuil. Cinéma et philosophie (Editions Mimésis)
Ha al suo attivo anche sette cd come leader di un proprio gruppo jazz.

 la foto di Massimo Donà è di R. Toffolo (2005)

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