“Sokurov a teatro”, di Cecilia Fortuna

Sokurov
GO.GO.GO. di Aleksandr Sokurov (foto di Francesco Dalla Pozza)

All’Olimpico di Vicenza l’esordio teatrale di Aleksandr Sokurov, (dal 28 settembre al 2 ottobre), con GO.GO.GO. in prima mondiale assoluta nell’ambito di Conversazioni 2016 – 69. Ciclo di Spettacoli Classici del Teatro Olimpico, curato da Franco Laera con Adriana Vianello e Virginia Forlani. Il regista russo, Leone d’oro alla Biennale di Venezia nel 2011 con “Faust”, esordisce nella regia teatrale con un lavoro liberamente ispirato a Marmi, uno dei due testi per la scena del Premio Nobel Iosif Brodskij e ad altri suoi brani poetici, nel ventennale della scomparsa dello scrittore. A partire dal testo di Brodskij, Sokurov ha realizzato una pièce che ruota attorno a due protagonisti, Tullio e Publio, che, opposti per origine, cultura e carattere fanno della tensione propria della loro diversità la ragione stessa della loro sopravvivenza in una assurda condizione umana.

 

Go.Go.Go. di Aleksandr Sokurov – Teatro Olimpico di Vicenza

Per la prima volta il grande regista cinematografico russo Aleksandr Sokurov a teatro.

In una cornice unica, la scenografia più antica ancora esistente, nonché il teatro coperto più antico al mondo. Si tratta del Teatro Olimpico, frutto del genio dell’architetto Andrea Palladio e di Vincenzo Scamozzi. La scenografia è ancora quella della sua inaugurazione quando nel 1585 veniva rappresentato l’Edipo re di Sofocle. Si tratta quindi della città di Tebe e delle sue sette strade. Nella pièce di Sokurov questa scenografia prende vita, una piazza di una città italiana che potrebbe essere Roma, viste le architetture classiche, arricchite da piante di glicine video proiettate. Una piazza del dopoguerra animata da tante persone, che passeggiano, prendono posto ai tavoli dei caffè, ridono, scherzano, saltano, ballano e ad un certo punto iniziano a guardare un film, in una sorta di cinema all’aperto, un “teatro nel teatro”. In questa confusione popolare, numerose comparse brulicano come topi, e un altare innalzato ad una santa contiene al suo interno grandi forme di formaggio.

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GO.GO.GO., da sx Michelangelo Dalisi, Olivia Magnani, Max Malatesta (foto di Francesco Dalla Pozza)

Due personaggi dal doppio volto “umano e bestiale” dialogano su questo tema. Sembrano uomini – topi, vestiti di stracci, come clochard alla ricerca di cibo tra i rifiuti della società.

Il “doppio” è sancito da una maschera, posta dietro la testa, che dà l’idea della doppia faccia dell’uomo. Ad un certo punto appare il regista del film, il grande Federico Fellini, e un’attrice che interpreta una delle sue attrici preferite, Anna Magnani. Sarà proprio sua nipote ad interpretarla: Olivia Magnani. Un omaggio all’Italia, al cinema, a Fellini, ma soprattutto all’Arte che ci innalza da bestie ad umani.

Come l’autore ha dichiarato, il suo testo è tratto liberamente da “Marmi” e altre poesie del poeta e premio Nobel russo Iosif Brodskij. In effetti della sua opera rimane ben poco.

In “Marmi” il poeta riportava la sua ossessione per l’impero romano, come modello politico ideale. Nel suo testo, l’imperatore, per mantenere la pace, aveva deciso di incarcerare un numero fisso di cittadini, sorteggiati in modo “democratico”. Finivano in cella a due a due, colpevoli o non colpevoli. I due prigionieri designati “Publio e Tullio” sono rappresentati nello spettacolo dai due uomini-ratti che si aggirano filosofeggiando nella piazza, ben allestita da Margherita Palli.

Il Maestro sta pensando ad un film da girare in Italia, che porterebbe sullo schermo le alte gerarchie ecclesiastiche del Vaticano, e che impatterebbe sulla suscettibilità dei cattolici.

Parlerebbe di qualcosa di diverso della serie “The young Pope” presentata da Paolo Sorrentino fuori concorso all’ultima mostra del Cinema di Venezia. Anche se per chi ha avuto l’occasione di vedere le prime due puntate presentate, viene da chiedersi cosa scatenerà la loro uscita, dato che i temi trattati vanno a toccare nel profondo la sensibilità dei credenti e di tutto il sistema gerarchico del Vaticano.

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GO.GO.GO., foto di scena, al centro Elia Schilton (foto di Francesco Dalla Pozza)

“GO. GO. GO.” è in programma a Milano al Teatro dell’Arte fino al 30 di ottobre e poi al Teatro Verdi di Pordenone il 3 e 4 novembre.

Cecilia Fortuna

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